Crescere.

La devo smettere di credere che dietro alle persone ci sia sempre del buono, del bene. Spesso, non c’è. E’ una verità che apprendi solo dopo tanti portoni sbattuti sul naso (già piuttosto importante) e dopo tante spinte dal centesimo gradino, e dopo tante pugnalate nel bel mezzo della schiena. Spesso, non c’è. Non c’è bene, non c’è debolezza, non c’è insicurezza, non c’è nessuna giustificazione. Solo, non c’è.

Ed è difficile da accettare per chi, come me, subisce questi atteggiamenti. Quegli atteggiamenti. Gli atteggiamenti di chi non ti rispetta, come persona. Gli atteggiamenti di chi non rispetta il valore che hai.

Una persona buona, lo farebbe. Io, l’ho fatto. Contro ogni aspettativa e senza voler nulla in cambio.

Sono buona. E non ripaga.

You think you know somebody.

Yeah, I didn’t need your help.

No, it looked like you did. You’re upset that I actually did help. You’re afraid that if I keep on showing up and actually helping, then you’ll like it. And liking it will lead to relying on it. And by relying on it you’ll be less of the you you’ve made yourself into a kick-ass you that you like and I like, too. But you’re afraid that if you learn to rely on me, then one day, when you really need me to show up, I won’t. And then you’ll be angry at yourself for believing in something you’ve only seen in the movies.

Sai che non fai più paura?

Fuori piove. Una pioggia sottile, ma fitta. Di quelle piogge sotto le quali puoi passeggiare senza ombrello; ti bagna sì, ma senza inzupparti.

Mi fa ricordare di te. Dentro però, sento una piacevole sensazione di calore.

E mi accorgo solo ora che non perdo più un battito.

Volevo dirtelo, che non mi fai più così paura. Che non mi sei dentro. Più.