Io Pugnalo.

Le pugnalate si ricevono. In piena schiena, un pugno nello stomaco, una storta su quel sassolino che nessun altro aveva mai preso prima. Si ricevono nel momento in cui si è più felici, più disinibiti, più propositivi verso il futuro.

Le pugnalate si danno. E ti rendi conto di avere il manico del coltello solo quando senti scivolare del sangue caldo sulla mano. Un sangue che non è il tuo. Le pugnalate si danno proprio in quei momenti di svolta della tua vita, proprio quando affermi di non voler far male. Che bella frase eh, “io non voglio farti soffrire”. Eppure le dai, quelle pugnalate. Non solo le assesti per bene, ma ruoti anche la lama all’interno della ferita. Perché non sai cosa vuoi, non sai chi sei, non capisci come comportarti.

Ed ogni istante che aspetti distruggi un pezzo del cuore dell’altro, di quella persona che è in attesa anche solo di un sorriso,  di un minimo gesto che può essere scambiato per speranza. Per amore. E tu lo sai cosa si prova. Tu ci sei passata prima.

Sei stata in quel limbo a lungo, hai banchettato da sola, sei caduta da sola; ti ricordi quante volte ti sei sbucciata le ginocchia? Se guardi bene hai ancora qualche cicatrice in rilievo, di quelle bianche, quasi piacevoli al tatto. E allora non farlo passare agli altri. Lasciali liberi di soffrire…e di guarire.

E per quanto riguarda te, mi chiedi?? Devi provare, ti devi buttare. E se ti sei sbagliata? E sei ti sei sbagliata sono cazzi tuoi.